26 ottobre 2021
Qualificazione della luce come veduta: Cassazione
Con Ordinanza 23 settembre 2021, n. 25864, la Corte di Cassazione ha stabilito che per poter qualificare un'apertura come veduta occorre che sussistano, contemporaneamente, i requisiti della possibilità di inspicere e di prospicere sul fondo altrui, perché caratteristica della veduta è proprio la possibilità di affacciarsi per esercitare la visione dritta, obliqua e laterale.
Non è sufficiente, dunque, per poter qualificare una luce come veduta il mero fatto che sia possibile inserire il capo tra le grate poste a protezione dell'apertura, tenuto conto del principio secondo cui: "la natura di veduta o luce (regolare o irregolare) deve essere accertata dal giudice di merito alla stregua delle caratteristiche oggettive dell'apertura stessa, rimanendo a tal fine irrilevante l'intenzione del suo autore o la finalità del medesimo perseguita; tuttavia, un'apertura munita di inferriata, tale da non consentire la prospectio nel fondo vicino, può configurarsi solo come luce, anche se consenta di guardare con una manovra di per sé poco agevole per una persona di normale conformazione; rispetto a tale genere di apertura, il vicino non ha diritto a chiedere la chiusura, bensì solo la regolarizzazione".